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La difesa del diritto di proprietà

Il legislatore dedica parte del codice civile alla tutela del diritto di proprietà, prevedendo specifiche azioni – c.d. azioni petitorie – esperibili dal proprietario contro chi turba o contesta la titolarità del suo diritto (azione di rivendicazione ex art. 948 c.c., azione negatoria ex art. 949 c.c., azione di regolamento dei confini ex art. 950 c.c, azione per apposizione dei termini ex art. 951 c.c.). In particolare, l'azione di rivendicazione può essere esercitata dal proprietario che, avendo perso il possesso del bene di sua proprietà o non essendo mai riuscito a conseguirne il possesso, intende recuperare detto bene da chi lo detiene o lo possiede. L'aggiornamento, analizzando il caso specifico di un condomino che impedisce l'accesso e l'utilizzo del cortile condominiale agli altri condomini nonchè gli orientamenti della giurisprudenza di legittimità sull'argomento (Cass., sez. II, sent. n. 5147 del 3 aprile 2003; Cass., sez. II, sent. n. 3044 del 6 febbraio 2009; Cass., sent. n. 40 dell’8 gennaio 2014), riporta un fac simile di atto di citazione per azione di rivendicazione.

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Decreto semplificazioni e rottamazione-ter

Il D.L. n. 119/2018 ha introdotto la cosiddetta “rottamazione-ter”, prevedendo la possibilità di definire i carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo compreso tra il 2000 e il 2017. L’istanza di adesione alla definizione agevolata delle cartelle dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2019 attraverso un apposito modulo (Mod. DA-2018).L'agevolazione consiste nell’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora, nonchè nella interruzione delle eventuali procedure esecutive e cautelari pendenti. Una delle novità di maggior rilievo, rispetto alle precedenti edizioni, è rappresentata dalla tempistica dei versamenti delle somme dovute: il decreto legge ha, infatti, previsto un numero massimo di 18 rate per un totale di cinque annualità. Il Decreto semplificazioni (D.L n. 135/2018), inoltre, ha introdotto un raccordo con le precedenti versioni della rottamazione al fine di “ripescare” i contribuenti dalle stesse decauti per mancato rispetto delle scadenze.

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Clausola di rinuncia ad opposizione alla donazione

La facoltà di rinunciare al diritto di opposizione alla donazione richiama l’art. 563 c.c., comma IV, relativamente alla possibile “Azione di rivalsa contro gli aventi causa dai donatari soggetti a riduzione”. L’articolo del codice civile così richiamato, a sua volta, considera e richiama le possibili azioni di riduzione ed escussione che coinvolgono l’erede, attraverso una serie di riferimenti codicistici: artt. 559 e 562, artt. 1153, 2652, co. 8, e 2690, co. 5, del codice civile. Di seguito un esempio di clausola di rinuncia ad opposizione alla donazione, da includere nell’atto di donazione.

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Clausola di sostituzione semplice

In ottemperanza alle tutele della volontà espressa intervengono clausole finalizzate a perfezionare l’atto di donazione. Con la clausola di sostituzione semplice, di cui si include un fac simile, il donante propone un sostituto qualora il donatario principalmente designato non possa o non voglia accettare la donazione. Tale clausola apposta all’atto di donazione dovrà essere accettata entro un termine definito e l’assenza di accettazione varrà come rifiuto.

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Periodo protetto e divieto di licenziamento

La legge italiana, al fine di garantire una effettiva tutela dei diritti della lavoratrice donna e della sua fondamentale funzione nella vita familiare, prevede il tassativo divieto di licenziamento della donna lavoratrice durante la gravidanza, nel corso del congedo di maternità per astensione obbligatoria, nonché fino al primo anno di età del bambino (c.d. periodo protetto). Allo stesso tempo, però, il legislatore prevede tassative ipotesi nelle quali il datore di lavoro può legittimamente procedere al licenziamento della donna in stato di gravidanza o di puerperio (art. 54, comma III, D.lgs. n. 151/2001). L'aggiornamento, dopo aver analizzato i principali orientamenti giurisprudenziali sull'argomento (Corte Cost, sent. n. 61 dell’8 febbraio 1991; Cass., sent. n. 14515 del 6 giugno 2018; Cass., sent. n. 2004 del 26 gennaio 2017; Cass., sent. n. 475 dell’11 gennaio 2017), riporta il testo integrale del D.lgs. n. 151 del 26 marzo 2001 nonchè un massimario delle principali sentenze pronunciate al riguardo dalla giurisprudenza di legittimità.

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Aggiornamenti al 22/02/2019
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