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Aggiornamenti Pubblicazioni del 2020

Irretroattività delle disposizioni di cui alla L. 189/2012 e L. 24/2017

La Corte di Cassazione, in data 11 novembre 2019, ha depositato dieci sentenze in tema di responsabilità sanitaria, c.d. Decalogo di San Martino 2019, che appaiono, ad oggi, come pilastri del sistema della responsabilità civile e del risarcimento del danno da colpa medica, attesa la loro preminenza interpretativa anche per le future controversie. In paricolare, la Suprema Corte, con sentenza n. 28993 dell’11 novembre 2019, ha stabilito che le norme sostanziali di cui alla legge n. 189/2012, di conversione del c.d. Decreto Balduzzi, così come quelle di cui alla L. n. 24/2017, c.d. Legge Gelli-Bianco, non hanno portata retroattiva e, mancando una specifica disposizione transitoria, non possono applicarsi ai fatti avvenuti in epoca precedente alla loro entrata in vigore, a differenza delle disposizioni che, richiamando gli artt. 138 e 139 del codice delle assicurazioni private in punto di liquidazione del danno, sono di immediata applicazione anche ai fatti pregressi.

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Riconoscimento di paternità e tutela della privacy

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 8459 del 5 maggio 2020, ha chiarito che è legittimo acquisire campioni biologici presso l’ospedale al fine di accertare la paternità naturale, superando, per “fini di giustizia”, il divieto di accesso e utilizzo dei dati sensibili. Il consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice, infatti, può, nell’ambito di un giudizio di dichiarazione di paternità, acquisire i dati sanitari del presunto padre a seguito della domanda di accertamento di chi aspira a vedersi riconosciuto nella qualità di figlio naturale, non essendo configurabile alcuna lesione del diritto alla tutela dei dati personali.

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Licenziamento discriminatorio

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 11530 del 15 giugno 2020, intervenendo in materia di nullità dei licenziamenti c.d. discriminatori, ha chiarito che non è discriminatoria la mancata assunzione a tempo indeterminato di una lavoratrice apprendista, in presenza di conferma di colleghi maschi, se nello stesso periodo vengono assunte altre lavoratrici donne.

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Danno da perdita di chance

La Corte di Cassazione, in data 11 novembre 2019, ha depositato dieci sentenze in tema di responsabilità sanitaria, c.d. Decalogo di San Martino 2019, che appaiono, ad oggi, come pilastri del sistema della responsabilità civile e del risarcimento del danno da colpa medica, attesa la loro preminenza interpretativa anche per le future controversie. In paricolare, la Suprema Corte, con sentenza n. 28993 dell’11 novembre 2019, è tornata ad occuparsi del danno da perdita di chance, pregiudizio di natura non patrimoniale che si sostanzia nella perdita o nella riduzione della possibilità di giungere alla guarigione o di ottenere una sopravvivenza più lunga. I giudici di legittimità hanno chiarito che la morte anticipata del paziente non integra un danno da perdita di chance, se le condizioni del malato sono tali da escludere la possibilità di sopravvivenza, anche in assenza di ritardi terapeutici.

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Invito al contraddittorio per gli avvisi di accertamento emessi dal 1° luglio 2020

L’art. 5-ter del D.Lgs. n. 218 del 19 giugno 1997 (come inserito dall’art. 4-octies, comma 1, lett. b), D.L. n. 34/2019, convertito dalla Legge n. 58 del 28 giugno 2019), al comma I, stabilisce che gli uffici fiscali, salvo tassative eccezioni, devono notificare l’invito al contraddittorio per tutti gli avvisi di accertamento emessi dal 1° luglio 2020. Il mancato avvio del contraddittorio mediante l’invito di cui sopra comporta l’invalidità dell’avviso di accertamento, qualora, a seguito di impugnazione, il contribuente dimostri in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere se il contraddittorio fosse stato attivato (art. 5-ter, comma 5, cit., c.d. “prova di resistenza”).

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