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Aggiornamenti Pubblicazioni del 2019

Fac simile di contratto di comodato d'uso di beni immobili

Il contratto di comodato d'uso di beni immobili, disciplinato dagli artt. 1803 e ss. c.c., consente ad una parte (c.d. comodatario) di utilizzare un bene immobile di proprietà dell’altra parte (c.d. comodante) per un dato periodo di tempo o per un uso specifico. A carico del comodatario sussistono specifici obblighi, tra i quali assumono particolare rilevanza quello di restituire il medesimo bene nonché quello di custodirlo e conservarlo con la diligenza del buon padre di famiglia richiesta dall’art. 1176 c.c. (ex art. 1804 c.c.). L’aggiornamento include un fac simile di contratto di comodato d’uso di beni immobili.

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Fac simile di contratto di comodato d'uso di beni mobili

Il contratto di comodato, disciplinato dagli artt. 1803 e ss. c.c., è un contratto ad effetti reali in virtù del quale una parte (c.d. comodante) consegna all’altra parte (c.d. comodatario) un bene mobile o immobile, perché questi possa servirsene per un determinato periodo di tempo o per un uso determinato con l’obbligo di restituirlo. Si tratta di un contratto per legge sostanzialmente gratuito che, però, non esclude la possibilità di pattuire un corrispettivo – nel qual caso si parla di comodato c.d. "modale" o "oneroso" –, purché l'onere stabilito non sia tale da far venir meno la natura tipica del contratto. L’aggiornamento include un fac simile di contratto di comodato d’uso di beni mobili.

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Stralcio delle mini-cartelle: dubbi operativi e soluzioni normative

L'aggiornamento offre una puntuale analisi di uno dei nove condoni previsti dal decreto fiscale 2019 (c.d. Pace Fiscale) che, in un’ottica di alleggerimento dei carichi affidati agli Agenti della Riscossione ed al fine di evitare l’accrescere di inutili ricorsi tributari, ha previsto un azzeramento di tutti quei debiti consegnati all’agente della riscossione dal 2000 al 2010 di importo residuo fino a mille euro e non ancora incassati. Infatti, l’art. 4 del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla L. 17.12.2018, n. 136, ha disposto entro la data del 31 dicembre 2018 lo stralcio automatico di tutte le cartelle (c.d. mini cartelle) di importo residuo fino a 1.000 euro, con conseguente annullamento del debito tributario.

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La simulazione del reato e la falsa denuncia di smarrimento di assegni contestati - Cass., sent. n. 14145 del 9 febbraio 2018

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 14145 del 9 febbraio 2018, ha affermato che la condotta del privato che denuncia lo smarrimento di assegni bancari dopo averli consegnati in pagamento ad altro soggetto simulando in tal modo le tracce del reato di furto o di ricettazione, in danno al prenditore del titolo, integra il reato di calunnia. L'aggiornamento include un attento approfondimento sulla fattispecie criminosa della simulazione del reato (ex art. 367 c.p.) e di altre figure giuridiche ad essa connesse e sui risvolti che tali delitti hanno nell'ambito bancario e contrattualistico, oltre al testo integrale della sentenza della Suprema Corte n. 14145/2018.

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Fac simile di risoluzione del contratto di convivenza

Il comma 59 della L. n. 76 del 20 maggio 2016 prevede espressamente la possibilità di procedere con la risoluzione del contratto di convivenza nei seguenti casi: accordo delle parti; recesso unilaterale; matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente e altra persona; morte di uno dei contraenti. L’aggiornamento include un fac simile di atto pubblico di risoluzione del contratto di convivenza per accordo delle parti che, in ossequio a quanto prescritto dal comma 60, deve essere redatta nelle forme di cui al comma 51 e, quindi, in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico.

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