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Aggiornamenti Pubblicazioni del 2018

La clausola penale

La clausola penale introduce una penalità laddove si verifichi il ritardo o l'inadempimento dell'esecuzione di un accordo. La sua funzione è quella di garantire nei tempi e modi previsti l’accordo che intercorre tra le parti stipulanti il contratto. In alcuni casi si dovranno considerare gli eventuali danni cagionati dal ritardo o dall’inadempimento, danni che dovranno essere dimostrati. L’art. 1384 c.c. dispone inoltre che, qualora la penale risulti eccessiva, o qualora l’obbligo contrattuale risulti in parte eseguito, il giudice possa intervenire riducendola. Di seguito un fac simile di clausola penale.

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Diritto d'accesso del coniuge ai dati patrimoniali del consorte - Tar Campania, sent. n. 5763 del 2 ottobre 2018

In pendenza di un giudizio di separazione, il coniuge separando ha il diritto di accedere ai documenti reddituali e patrimoniali del consorte detenuti dall’Agenzia delle Entrate ricavabili dall’Archivio dell’Anagrafe Tributaria (Tar Campania, sent. n. 5763 del 2 ottobre 2018). L'aggiornamento include il testo integrale della sentenza n. 5763 pronunciata dal Tar Campania in data 2 ottobre 2018 - nella quale è richiamata la disposizione speciale di cui all'art. 492-bis c.p.c. - ed un fac simile di richiesta di accesso, ex artt. 22 e ss. della L. 241/1990, ai documenti detenuti dall'Agenzia delle Entrate.

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La simulazione relativa

In caso di simulazione le parti contrattuali fingono una stipula mentre, di fatto, non stipulano alcun contratto (simulazione assoluta) ovvero eseguono un contratto diverso rispetto a quanto appare (simulazione relativa). Elemento fondamentale della simulazione è l’accordo simulatorio che li pone innanzi ad un negozio simulato che non avrà dunque efficacia per le parti. Riguardo alla simulazione si richiama l’art. 1414 c.c. il quale descrive la simulazione relativa come la simulazione in cui “le parti fingono di stipulare un contratto mentre, in realtà ne pongono in essere un altro: si simula di vendere una casa, ma questa viene donata al finto acquirente. In questo caso vale il negozio dissimulato, cioè la donazione, mentre non ha effetto la finta vendita”. Tale simulazione potrà essere ritenuta oggettiva o soggettiva: sarà oggettiva qualora il negozio simulato risulti del tutto diverso da quello dissimulato; sarà soggettiva qualora si finga di stipulare il negozio con una parte mentre in realtà l’effetto avrà luogo nei confronti di parte diversa da quella apparente.

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La simulazione assoluta

In caso di simulazione le parti contraenti fingono una stipula mentre, di fatto, non stipulano alcun contratto (simulazione assoluta) ovvero eseguono un contratto diverso rispetto a quanto appare (simulazione relativa). Riguardo alla simulazione si richiama l’art. 1414 c.c. il quale descrive la simulazione assoluta come la simulazione in cui “le parti vogliono solo fingere di porre in essere un contratto [..] come nel caso in cui si finge di vendere una casa ma questa rimane di proprietà del finto venditore”. L'articolo citato così dispone: “Il contratto simulato non produce effetto tra le parti. Se le parti hanno voluto concludere un contratto diverso da quello apparente, ha effetto tra esse il contratto dissimulato, purché ne sussistano i requisiti di sostanza e di forma. Le precedenti disposizioni si applicano anche agli atti unilaterali destinati a una persona determinata, che siano simulati per accordo tra il dichiarante e il destinatario”.

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Il termine essenziale

Il termine di una prestazione è da considerarsi essenziale se, nell’interesse dell’altra parte, si vuole esigerne l’esecuzione nonostante la scadenza. A tal riguardo l’art. 1457 c.c. dispone che: “Se il termine fissato per la prestazione di una delle parti deve considerarsi essenziale nell'interesse dell'altra, questa, salvo patto o uso contrario, se vuole esigerne l’esecuzione nonostante la scadenza del termine, deve darne notizia all’altra parte entro tre giorni. In mancanza, il contratto s'intende risoluto di diritto anche se non è stata espressamente pattuita la risoluzione”. Riguardo alla irrevocabilità della proposta l’art. 1329 afferma che: “Se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, la revoca è senza effetto. Nell'ipotesi prevista dal comma precedente, la morte o la sopravvenuta incapacità del proponente non toglie efficacia alla proposta, salvo che la natura dell'affare o altre circostanze escludano tale efficacia”. Si include fac simile di clausola.

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