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Il contratto di deposito

Disciplinato dagli artt. 1766 e ss. c.c., il deposito è quel contratto in virtù del quale una parte (c.d. depositario) riceve dall’altra (c.d. depositante) una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura. L’aggiornamento riporta un fac simile di contratto di deposito, redatto nella forma della scrittura privata, con previsione delle formule per la definizione dei beni oggetto del contratto e del corrispettivo da corrispondere al depositante.

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L'obbligo di nomina dell'organo di controllo

Tra le tante novità previste dal nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell'Insolvenza (CCII) – introdotto dalla riforma operata dal D.lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019 – con il preciso scopo di anticipare l’insorgenza della situazione di crisi in modo da poter intervenire tempestivamente, assume particolare rilievo la modifica dell’art. 2477 c.c. ad opera dell’art. 379 dell’anzidetto decreto legislativo. Intervenendo sulle soglie stabilite dall’art. 2477c.c., è stata prevista l’obbligatorietà della nomina dell’organo di controllo (collegio sindacale o sindaco unico) o del revisore contabile – cui il legislatore riconosce un compito fondamentale per garantire una sana gestione dell’impresa – per le società a responsabilità limitata e le società cooperative costituite alla data di entrata in vigore dell’art. 379 del CCII, che siano tenute alla redazione del bilancio consolidato, che controllino una società obbligata alla revisione legale dei conti o che superino anche solo uno dei parametri di cui al comma I.

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Le finalità del concordato preventivo

Introducendo una organica riforma delle procedure concorsuali – già disciplinate nella legge fallimentare vigente –, oltre ad una approfondita revisione delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, il Codice della crisi d’impresa e dell'insolvenza (D.lgs n. 14 del 12 gennaio 2019) interviene sulla materia in termini innovativi, attribuendo rilevanza alla necessità di far emergere fin da subito lo stato di crisi dell’impresa in via anticipata rispetto al suo aggravamento e all’insolvenza irreversibile, in modo da favorire la ricerca di una soluzione negoziale della crisi ed evitare, così, che la stessa si tramuti in un incontrastabile dissesto. Di particolare interesse è la disposizione normativa di cui all’articolo 84, rubricato “Finalità del concordato preventivo”, di cui si riporta una dettagliata disamina.

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Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza - D.lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019

In data 14 febbraio 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019, recante il "Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza in attuazione della Legge 19 ottobre 2017, n. 155", con il preciso obiettivo di riformare in modo organico ed unitario la materia delle procedure concorsuali e della crisi da sovraindebitamento e semplificare il sistema normativo nel suo complesso. Trattasi di un corpus di 391 disposizioni normative che entreranno in vigore il 15 agosto 2020, fatta eccezione per l’art. 27, commi 1, 350, 356, 357, 359, 363, 364, 366, 375, 377, 378, 379, 385, 386, 387 e 388, in vigore già dal trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione.

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Mutatio libelli & emendatio libelli

La necessità di risolvere definitivamente uno dei dibattiti più accesi, sia in dottrina che in giurisprudenza, concernente la definizione dei confini tra mutatio ed emendatio libelli, nonché i mutamenti del quadro normativo di riferimento avvicendatisi negli ultimi anni, hanno richiesto l’intervento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che, con sentenza n. 22404 del 13 settembre 2018, - con riferimento alla questione se la parte possa modificare la domanda inizialmente proposta in azione di adempimento contrattuale in una richiesta di indennizzo per arricchimento senza causa con la memoria ex art. 183, comma VI, n. 1 c.p.c. - hanno ribadito il monolitico principio di diritto già espresso in precedenza con la rivoluzionaria sentenza n. 12310 del 15 giugno 2015. In ossequio a tale principio, fermo restando il tassativo divieto di introduzione di una nuova domanda nel corso della controversia (c.d. mutatio libelli), la modificazione della domanda ammessa a norma dell’art. 183 c.p.c. può riguardare anche uno o entrambi gli elementi identificativi della medesima sul piano oggettivo (petitum e causa petendi), sempre che la domanda così modificata risulti in ogni caso connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio, e senza che per ciò solo si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte ovvero l’allungamento dei tempi processuali. L'aggiornamento, dopo aver analizzato l'evoluzione giurisprudenziale in materia e definito gli aspetti che caratterizzano le domande nuove, le domande precisate e quelle modificate, riporta il testo integrale delle sentenze pronunciate dalle Sezioni Unide della Cassazione nn. 12340/2015 e 22404/2018.

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Aggiornamenti al 26/03/2019
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